I cambiamenti climatici – Piccole, Grandi Azioni

 

A cura di: Massimiliano Acri – 3F

I cambiamenti climatici sono le variazioni del clima della Terra che portano il pianeta a subire delle trasformazioni che con il tempo stanno incidendo anche sul nostro stile di vita e sulla nostra quotidianità. Questi possono verificarsi in periodi lunghissimi come milioni di anni ma negli ultimi 150 anni sono stati notevoli. I cambiamenti climatici sono in corso, le condizioni metereologiche variano ogni anno e gli eventi estremi come lo scioglimento dei ghiacciai, le tempeste e la siccità sono in aumento.

Anche le temperature medie globali dal XIX secolo sono in aumento, questo è dovuto ad un surriscaldamento del globo, meglio definito dagli scienziati come “cambiamento climatico antropogenico” perché appunto causato da noi esseri umani.

Il calore arriva sulla nostra terra attraverso “l’effetto serra”. Alcune radiazioni del sole vengono riflesse nello spazio mentre altre sulla terra. I gas serra distribuiscono il calore nel pianeta evitando che ritorni ancora nello spazio, in questo modo la temperatura resta a circa 18°C. Con il tempo l’uomo ha aumentato la quantità di gas serra nel nostro pianeta attraverso l’utilizzo di combustibili fossili, ad esempio nelle fabbriche; questo ha portato naturalmente ad aumentarne anche l’effetto.

Quelle che sono le conseguenze dei cambiamenti climatici sono degli eventi disastrosi come lo scioglimento dei ghiacciai, strane evoluzioni delle stagioni e le difficoltà nel mondo agricolo oltre alla siccità, alle malattie e alla desertificazione del pianeta.

Per prevenire noi stessi il cambiamento climatico possiamo fare delle piccole ma grandi azioni: possiamo riciclare e riutilizzare i nostri oggetti, possiamo evitare di utilizzare le bottiglie di plastica, possiamo viaggiare con mezzi alternativi come le biciclette e utilizzare di meno la luce.

Fino a pochissimi anni fa, il problema del cambiamento climatico è stato fortemente sottovalutato dagli stati e dalla popolazione di tutto il mondo e prendere misure di prevenzione è stato considerato costoso ed inutile.

Un messaggio fondamentale è stato dato da Greta Thunberg, ragazza svedese di 17 anni. Quando ne aveva 15, il 20 agosto 2018 fece una scelta importantissima: Greta infatti decise di non andare a scuola fino alle nuove elezioni del suo paese, la Svezia, per protestare contro la disattenzione del suo paese sui cambiamenti climatici. Dopo le elezioni, Greta ha continuato ogni venerdì a protestare contro il suo governo con un cartello che recita: “Skolstrejk för klimatet” cioè “sciopero scolastico per il clima”. Queste manifestazioni hanno influenzato tutto il mondo, Greta ha fondato il movimento “Fridays for Future” e le sue manifestazioni sono state d’ispirazione per milioni di ragazzi anche in Italia.

Un accordo per il clima è stato firmato nel 2015 da 195 paesi (ne prenderanno parte in 184) si tratta dell’accordo di Parigi: i paesi firmatari dovranno impegnarsi insieme a mantenere la temperatura media globale sotto i 2°C e limitarne l’aumento a 1.5°C.

 

Da giovane ragazzo, non posso che condividere le idee di Greta. I cambiamenti non possono essere radicali e immediati ma devono comunque essere progressivi e concreti. Per colpa della disattenzione dei nostri antenati, la nostra generazione rischia di non poter ragionare sul futuro, di non poter vivere nelle condizioni in cui con spensieratezza hanno vissuto gli altri. Tutti dobbiamo sforzarci, noi giovani compresi. Dobbiamo rimboccarci le maniche perché il nostro futuro e quello dei nostri figli è nelle nostre sole ed uniche mani. Dobbiamo smetterla di discutere e di prenderci in giro provando a coprire le buche. Ogni giorno siamo più vicini alla fine e stiamo a guardare. Adottare misure green porta benefici non solo a lungo impatto, anche subito. Significa modernizzare la società, migliorare il nostro stile di vita e dare il lavoro. Con l’alibi dell’eterno “abbiamo problemi peggiori” ci stiamo condannando a morte, ci stiamo scavando la fossa. Mi piacerebbe rispondere a quelle persone e dirgli che non abbiamo problemi peggiori, questo è il problema peggiore. Non possiamo rinviare al futuro perché il biglietto per il treno del domani lo si deve prendere oggi. Vivo in una città, Crotone, in cui la gente dà la colpa sempre agli altri, non si impegna mai a migliorare le cose. I miei concittadini si guardano intorno e non capiscono perché gli altri vivano meglio. Semplice, noi siamo al 74’ posto per qualità della vita, Cosenza, a poche ore di macchina è all’ottavo posto. Allora la risposta è semplice: dobbiamo tutti impegnarci per vivere meglio, insieme.